Benvenuto nella libreria di Grafiche Turato / calmadimare.it. Per contatti rapidi: m. 335 5666262 o ermes@calmadimare.it

  • Store Location
  • Services
  • Subscribe
  • Gift Cards
Trova il negozio
Search
calmadimare calmadimare calmadimare
Sign In
0
Cart
Menu
calmadimare calmadimare calmadimare
0
Cart
  • Home
  • Shop
    • Libreria
    • Le Forme dell’Arte
  • Diario di bordo
  • Self Publishing
  • Stampa con noi
  • Insuperabili Promo
  • Utili
    • Chi Siamo
    • I poster di calmadimare.it
    • Personalizzami! Come?
    • Norme sulle spedizioni
    • Termini e Condizioni generali di vendita
    • Privacy e Cookie Policy
  • Contatti
HomeDiario di bordoTipografiaUna storia di persuasione. Il volantino, dai monasteri alle discoteche
Diario di bordo Tipografia

Una storia di persuasione. Il volantino, dai monasteri alle discoteche

ermes Luglio 22, 2026
Traduzione italiana del volantino scritto da Ugo Ojetti, lanciato su Vienna il 9 agosto insieme a quello di D’Annunzio

Traduzione italiana del testo tedesco del volantino scritto da Ugo Ojetti, lanciato su Vienna il 9 agosto 1918 insieme a quello di D'Annunzio. Scansione di Emiliano Burzagli, Archivio privato famiglia Burzagli.

Tipografia & storia della comunicazione

Una storia di persuasione. Il volantino, dai monasteri alle discoteche

«Una lunga abitudine a non considerare sbagliata una cosa le dà l'apparenza superficiale di essere giusta, e solleva in un primo momento un clamore formidabile in difesa dell'abitudine. Ma il tumulto presto si placa. Il tempo fa più proseliti della ragione.» — Thomas Paine, Common Sense, 1776
Artista sconosciuto, Martin Lutero affigge le sue 95 tesi a Wittenberg, 31 ottobre 1517
Artista sconosciuto, Martin Lutero affigge le sue 95 tesi a Wittenberg, 31 ottobre 1517
× Artista sconosciuto, Martin Lutero affigge le sue 95 tesi a Wittenberg, 31 ottobre 1517

C'è un oggetto che non ha mai chiesto il permesso di entrare nelle nostre mani: ci viene infilato, incollato, lanciato dal cielo, scivolato sotto la porta. È il foglio più umile della stampa — quello che in italiano chiamiamo volantino o locandina, e che nel mondo anglosassone prende una dozzina di nomi diversi: circular, handbill, pamphlet, leaflet, weekly ad. Un formato piccolo (A4, A5, DL, A6, o la misura standard americana 8,5"×11") per un'ambizione enorme: cambiare, anche solo per un istante, quello che qualcuno pensa o fa. Prima ancora del volantino industriale c'è il gesto di scrivere un pensiero su un foglio e lasciarlo dove qualcuno potesse leggerlo: i cartelli affissi sulle porte dei monasteri nel Cinquecento sono probabilmente il punto più antico di questa genealogia, il momento in cui la parola scritta smette di aspettare un lettore e comincia ad andarlo a cercare.

Il torchio e la parola che corre

È con l'invenzione della stampa a caratteri mobili, attribuita a Johannes Gutenberg a Magonza attorno al 1439, che il foglio smette di essere un'eccezione manoscritta e diventa un mezzo di massa. Le guerre di religione che insanguinano l'Europa nei due secoli successivi trovano nel torchio un alleato formidabile: il pamphlet — testo breve, economico, rapido da produrre e da distribuire — diventa entro la fine del Seicento il principale veicolo di opinione pubblica in Inghilterra, Paesi Bassi e Francia, alimentando anche la guerra civile inglese tra il 1642 e il 1651. Quello che colpisce, ripercorrendo questa storia, è la velocità con cui un oggetto pensato per la fede si converte in strumento di dissenso politico: nasce religioso e diventa civile, nasce per convincere del giusto e finisce per armare la rivolta.

Thomas Paine, Common Sense, 1776
Thomas Paine, Common Sense, 1776
× Thomas Paine, Common Sense, 1776

Il pamphlet di Paine — quarantasette pagine, stampato a Filadelfia nel gennaio 1776 — è forse l'esempio più citato di come un foglio a basso costo possa spostare la storia: contribuì a preparare il terreno culturale per l'indipendenza americana, diventando uno dei testi politici più diffusi del secolo. Non è un caso isolato: nel corso dell'Ottocento i leaflet a stampa furono strumento essenziale della campagna abolizionista che portò, nel 1865, alla fine della tratta degli schiavi negli Stati Uniti, e agli inizi del Novecento lo stesso mezzo accompagnò le battaglie per l'istruzione femminile e il diritto di voto delle donne. Il volantino, in questa fase, è ancora prevalentemente un oggetto di persuasione lenta: cambia le idee di chi lo legge, non necessariamente le sue azioni immediate.

La carta come arma

Con il Novecento e le due guerre mondiali, il volantino smette di essere solo persuasione e diventa apertamente propaganda — e con essa, arma. Negli Stati Uniti, tra il 1916 e il 1918, furono realizzati oltre 2.500 progetti di manifesto e stampate circa venti milioni di copie: un apparato visivo mobilitato da tutte le parti in causa, con figure come Lenin, Hitler e Churchill che compresero, ciascuno a modo proprio, quanto un foglio stampato potesse valere quanto un esercito nel plasmare il consenso.

Un contenitore per bombe a grappolo riempito di volantini durante la guerra di Corea
Distribuzione di leaflet propagandistici, XX secolo
× Un contenitore per bombe a grappolo riempito di volantini durante la guerra di Corea

È in questo scenario che il volantino acquisisce una dimensione letteralmente aerea: nel corso del Novecento vengono sviluppati ordigni pensati appositamente per disperdere fogli di propaganda sul territorio nemico, trasformando il bombardamento in un atto comunicativo. I numeri, ripercorsi in retrospettiva, restano vertiginosi: circa sei miliardi di volantini lanciati sull'Europa occidentale durante la Seconda guerra mondiale, quaranta milioni sganciati dagli americani sul Giappone nel 1945, un miliardo durante la guerra di Corea, trentuno milioni durante la guerra in Iraq. Il volantino, in questi contesti, non convince più con l'argomentazione paziente di Paine: punta dritto alla paura, o alla resa.

Gabriele D'Annunzio prima del volo su Vienna, campo di San Pelagio, 1918
Gabriele D'Annunzio prima del decollo, campo di San Pelagio, 9 agosto 1918
× Gabriele D'Annunzio prima del volo su Vienna, campo di San Pelagio, 1918

Uno degli episodi più noti di questa storia parte, non a caso, da pochi chilometri da qui: il 9 agosto 1918 otto velivoli Ansaldo S.V.A. decollano dal campo di San Pelagio, vicino Padova, con a bordo Gabriele D'Annunzio, per quello che passerà alla storia come il "volo su Vienna". Sulla capitale austriaca vengono lanciati due volantini distinti: il primo, in italiano, scritto dallo stesso D'Annunzio nel suo stile magniloquente, stampato in 50.000 copie; il secondo, in tedesco, redatto dal giornalista e critico d'arte Ugo Ojetti — che nel 1925 sarà tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti — stampato in 350.000 copie. A differenza del testo di D'Annunzio, quello di Ojetti era volutamente sintetico e semplice nella forma, pensato fin dall'origine per essere tradotto in tedesco senza perdere efficacia: è la stessa lezione, in fondo, che vale per ogni comunicazione stampata destinata a un pubblico che non ha tempo né voglia di decifrare, e che qui si applica al più delicato dei compiti, convincere il nemico invece del proprio pubblico.

Dal fronte alla pista da ballo

Finita la guerra, il volantino torna a casa — e trova casa nella vita notturna. Nella seconda metà del Novecento il piccolo formato stampato smette gradualmente i toni cupi della propaganda e si converte in un linguaggio grafico autonomo, fatto di colori accesi, tipografie sperimentali e un uso disinvolto dell'immagine, per annunciare concerti, serate in discoteca, feste underground.

Volantino da club, cultura nightlife anni Ottanta-Novanta, New York 1992
Flyer da nightlife newyorkese, anni '80-'90
× Volantino da club, cultura nightlife anni Ottanta-Novanta, New York 1992

Il volume fotografico No Sleep: NYC Nightlife Flyers 1988–1999, curato dal DJ Adrian Bartos (in arte Stretch Armstrong) insieme all'archivista Evan Auerbach, ha restituito proprio questo capitolo: una storia per immagini della New York notturna di fine secolo raccontata attraverso i suoi volantini da club, oggi considerati veri e propri documenti di cultura visiva. L'ingresso della desktop publishing negli anni Novanta — sistemi di composizione ed editing accessibili anche fuori dalle tipografie professionali — moltiplicò ulteriormente questa produzione, rendendo il volantino uno strumento a disposizione di chiunque avesse un'idea e un budget minimo.

Oggi, ancora carta

Nell'epoca della comunicazione digitale, in cui la stessa funzione persuasiva può viaggiare via e-mail o social senza costi di stampa o distribuzione, il volantino di carta non è scomparso: resta uno strumento sorprendentemente efficace di marketing diretto, proprio per la sua fisicità — un oggetto che occupa una mano, non uno schermo tra tanti altri. Le specifiche tecniche restano quelle di sempre: un volantino da evento viene tipicamente stampato su cartoncino patinato da 300 g/m², mentre un leaflet più semplice si accontenta di una carta da 130 a 170 g/m². Poco, per fare molto — e sei secoli dopo Gutenberg, il principio non è cambiato: un foglio ben stampato, messo nelle mani giuste, resta uno degli strumenti di comunicazione più diretti che esistano.

Dalle Insuperabili Promo Se hai un'idea, un evento o un progetto da annunciare, le nostre Insuperabili Promo mettono a disposizione locandine A3+ e volantini in formato A4, A5 e 10×21 — stampa on-demand, prezzi contenuti e spedizione sempre inclusa.

Per approfondire

Per chi vuole approfondire proprio il filo che lega volantini, manifesti e propaganda nella storia della comunicazione, un testo utile è Campagne di guerra. 150 anni di comunicazione, pubblicità, propaganda di Giuseppe Mazza, che ricostruisce come le stesse tecniche persuasive abbiano attraversato pubblicità commerciale e propaganda bellica, dal volantino al manifesto, fino ai giorni nostri.

Lo sapevi che?

Durante la guerra di Corea, gli Stati Uniti misero a punto contenitori come l'M16A1 — derivati dalla stessa famiglia delle bombe a grappolo — riempiti non di esplosivo ma di volantini: un solo contenitore poteva disperdere fino a 22.500 fogli di propaganda sul territorio nemico. È forse l'immagine più estrema di questa storia: l'industria bellica che si mette al servizio della tipografia, e non il contrario.

Una storia di persuasione. Il volantino, dai monasteri alle discoteche — dai pamphlet religiosi del Cinquecento e Johannes Gutenberg, attraverso il pamphlet politico di Thomas Paine “Common Sense” (1776), la propaganda bellica delle due guerre mondiali (compreso il volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio del 9 agosto 1918 e i volantini di Ugo Ojetti, partiti dal campo di San Pelagio vicino Padova) e i volantini lanciati dagli aerei, fino ai flyer da nightlife newyorkesi documentati in “No Sleep: NYC Nightlife Flyers 1988-1999”. Articolo del Diario di Bordo di calmadimare.it (Grafiche Turato, Mestrino, Padova), con rimando alle Insuperabili Promo per la stampa on-demand di volantini e locandine a basso costo.
Share: Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp Pinterest Tumblr Email Print
Previous Gustave Courbet e la natura: vedere senza capire
Next Foglie in posa

Diario di Bordo

sìe ore ea cresse, sìe ea càea. Il tempo della marea, il ritmo della scrittura. Storie e respiri da leggere a passo lento.

Categorie degli articoli

  • Arte
  • Cataloghi e libri d'arte
  • Cinema
  • Diario di bordo
  • Fotografia
  • Fumetto
  • Graphic Design
  • Illustrazione
  • libreriauniversitaria.it
  • Musica
  • Narrativa
  • Self Publishing
  • Storia
  • Tesori editoriali
  • Tipografia

Articoli recenti

Foglie in posa Les Plantes à Feuillage Coloré Alternanthera
Foglie in posa
Luglio 25, 2026
Traduzione italiana del volantino scritto da Ugo Ojetti, lanciato su Vienna il 9 agosto insieme a quello di D’Annunzio
Una storia di persuasione. Il volantino, dai monasteri alle discoteche
Luglio 22, 2026
Gustave Courbet Le chene de Flagey
Gustave Courbet e la natura: vedere senza capire
Luglio 18, 2026
dr. mabuse fritz lang carta celluloide stampa
Fra carta e celluloide
Luglio 16, 2026

Iscriviti

✓ Iscrizione effettuata! Controlla la tua e-mail.

Riceverai gli aggiornamenti su nuovi progetti, ispirazioni creative, notizie e offerte di calmadimare.it. Niente spam, solo contenidos pensati per te.

Share: Facebook Twitter LinkedIn Pinterest WhatsApp Instagram

Calmadimare.it è l’area editoriale di Grafiche Turato. Per progetti editoriali, stampe commerciali o per scoprire la nostra storia visita il nostro sito istituzionale: graficheturato.it

Dove trovarci

Calmadimare.it /

Grafiche Turato Sas
via Aquileia 62
35035 Mestrino, Padova
tel. 049 630 933
m. 335 5666262
ermes@calmadimare.it

Hai bisogno d'aiuto?

335 5666262

Links rapidi

  • Libreria
  • Le Forme dell'Arte
  • Diario di Bordo
  • Self Publishing
  • Stampa con noi
  • Insuperabili Promo
  • Chi siamo
  • Contatti

Sestante

Offriamo vento buono per progetti in secca e una navigazione senza scuffie che li conduca in porto: di bolina, al traverso o in poppa, tracciamo la rotta e spieghiamo le vele. Non siamo il porto che aspetta. Siamo il vento che accompagna. 

Iscriviti

✓ Iscrizione effettuata! Controlla la tua e-mail.

Ricevi gli aggiornamenti su nuovi progetti, ispirazioni creative, notizie e offerte di calmadimare.it. Niente spam, solo contenuti pensati per te.