Tano Festa β’ Mi aprirΓ² nel sole
Tano Festa. Mi aprirΓ² nel sole. Opere 1960-1987. Catalogo della mostra: Galleria Marchetti, via Margutta 8, Roma. 30 marzo – 31 maggio 2017, a cura di Silvia Pegoraro.
Un percorso antologico attraverso lβopera del grande pittore romano, tra i principali esponenti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, nato a Roma nel 1938 e ivi scomparso nel 1988.La Galleria Marchetti di Roma ricorda Tano Festa con una mostra il cui titolo Γ¨ tratto da un verso di una poesia da lui scritta nel 1958. Si tratta di un percorso antologico attraverso lβopera dellβartista, tra i principali esponenti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, nato a Roma nel 1938 e ivi scomparso nel 1988. In esposizione una trentina di opere- dipinti e alcune grandi carte β realizzate tra il 1960 e il 1987, fra cui alcuni interessanti inediti. Dai monocromi del β60-β61 alle βrilettureβ di Michelangelo iniziate a metΓ degli anni β60 e proseguite sino agli ultimi anni; dai richiami dechirichiani de Le dimensioni del cielo (1965-66) e delle Piazze dβItalia degli anni β70-β80, alla pura poesia oggettuale della serie dei Coriandoli, degli stessi anni, allβespressionismo lirico dei βritrattiβ e dei βpaesaggiβ.
βUn pittore, Tano Festa β scriveva Tommaso Trini nel 1972 β che agisce in base a un proprio pensiero e non solo in forza delle proprie urgenze espressive. Che traduce in pittura finestre chiuse, armadi ottusi, specchi opachi, per additarci non un mistero al di lΓ di essi, ma semplicemente la sua presenza di pittore al di qua di essiβ. Una sorta di realismo metafisico, quello di Tano Festa, in un certo senso molto vicino a quello di De Chirico: il mistero non Γ¨ nellβoltre, ma nellβhic et nunc del reale, e soprattutto in quella sorta di βinfinito intrattenimentoβ (Blanchot), di labirinto senza uscita che Γ¨ la pittura. A suo modo ossessionato, come De Chirico, dallβ infinitΓ della pittura, Tano Festa sembra dialogare allβinfinito con epoche, stili, figure dellβarte, facendo esplicitamente riferimento a immagini e a elementi iconografici codificati dalla storia dellβarte β pur restando assolutamente originale β come per dirci che βdietro alla pittura cβΓ¨ soltanto altra pitturaβ (Tommaso Trini), βperchΓ© lβarte Γ¨ plagioβ, come Festa provocatoriamente affermava. Il pittore crea la propria βclassicitΓ β attraversando ogni giorno quel labirinto costellato di opere dβarte antica e meno antica, e di opprimente bellezza, che Γ¨ la sua cittΓ , Roma, e celebrando i suoi personali miti dellβarte attraverso unβattenzione selettiva e quasi maniacale.
Festa realizza cosΓ¬ una delle piΓΉ importanti espressioni della Pop Art europea attraverso la sua personalissima forma di figurazione, che si avvale di unβinedita visione ironica del classico, incentrata sulla citazione straniante, ma capace di creare uno spazio di grande freschezza percettiva. Il suo popular nasce infatti dal quotidiano incontro tra le testimonianze del passato e la dimensione del qui-e-ora: quella dove la memoria individuale va a fondersi con quella collettiva-universale, naturalmente invasiva, in una cittΓ come Roma. Festa recupera anche le richerche epistemologiche di Nietzsche, Deleuze e Derrida, per affermare la sua idea eretica di artista sregolato e insieme filologo e filosofo, detentore di una forte consapevolezza dellβineliminabile peso della storia e della memoria in ogni gesto creativo. Γ proprio in questa ottica che nascono anche le sue riletture delle opere michelangiolesche, dallβAurora delle tombe medicee alle molteplici figure della Cappella Sistina, o i suoi rimandi a De Chirico: qui il tempo si cristallizza nellβassoluto di unβevidenza che abita la sua forma, e insieme si pone, miticamente, come assoluta metamorfosi, idea di metamorfosi al di fuori del tempo.
Forse Γ¨ proprio questo a rendere cosΓ¬ attuale lβarte di Festa, costruita pre-disponendo affettivamente un intenso mosaico di miti culturali e insieme personali. Forse Γ¨ proprio per questo che puΓ² essere considerata un fondamentale trait dβunion tra il magistero dechirichiano e le successive esperienze dellβarte, come la Transavanguardia e lβAnacronismo.
Franco Angeli β’ Opere 1958-1988
Franco Angeli . Opere 1958-1988. Roma, WeGil, 8 dicembre 2022- 26 marzo 2023, catalogo della mostra. Un percorso antologico, attraverso 74 opere uniche di Angeli (tra cui interessanti inediti), tutte provenienti da collezioni private: dagli esordi informali del 1957-58 al figurativismo geometrico e metafisico degli anni β80, sino 1988, anno della sua scomparsa.Β Franco Angeli Γ¨ una figura chiave di quella nuova generazione di pittori romani venuta impetuosamente alla ribalta allβaurora degli anni β60: una generazione artistica βdi maturazione precoce e con caratteri piΓΉ organici e compatti delle due precedentiβ, come scrive allβepoca il critico Cesare Vivaldi.Β Vivaldi fa alcuni nomi, soffermandosi in particolare proprio su quelli di Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano: tre degli artisti che meglio caratterizzano la cosiddetta βscuola di Piazza del Popoloβ, spesso fatta coincidere con la βPop Art italianaβ, o con il suo settore maggioritario.
Dickens in Italy
Dickens in Italy. Sorpresa, sogno e conoscenza sono sentimenti e azioni che certamente hanno accompagnato il viaggio in Italia che Charles Dickens fece tra il 1844 e il 1845. Nel suo tour si fermΓ² a Venezia, che scoprΓ¬ proprio seguendo gli impulsi della sua anima, catturata da una cittΓ che ancora oggi sorprende, fa sognare e restituisce conoscenza con la sua esemplare e unica storia millenaria. Non a caso, nel ricordare i momenti vissuti nella cittΓ serenissima, egli usΓ² il termine βvisioniβ.
A quella presenza, a quelle atmosfere e sensazioni vissute dallo scrittore inglese e riportate nei suoi diari di viaggio e nei suoi racconti, il Museo del Precinema ha voluto dedicare una mostra che espone una ricca serie di vetri per la proiezione con la lanterna magica i quali realizzano e visualizzano un vero e proprio voyage en Italie in stile con la cultura dei tour dellβepoca dello scrittore; altri preziosi vetri colorati, di provenienza inglese e a lui coevi, rimandano invece a storie e personaggi da lui ideati nei suoi celebri racconti.
Franco Angeli β’ Full Fathom Five
Franco Angeli. Full Fathom Five. “A cinque tese sott’acqua giace tuo padre…”, W. Shakespeare, The Tempest, I, 2. La presenza della poesia nel titolo appare particolarmente adatta a un artista come Angeli. Attratto dalla scrittura e della parola poetica, e amico di poeti, quali Nanni Balestrini, Sandro Penna, o Cesare Vivaldi. I loro testi accompagnavano spesso le opere di Angeli nei cataloghi delle sue mostre. I βfathom fiveβ diventano cosΓ¬ cinque livelli tematici su cui orientare la lettura e lβinterpretazione del lavoro di Angeli. Nel suo sviluppo dal 1957 (anno di realizzazione di tre bellissime carte inedite, qui presentate) e il 1986-88, epoca in cui si colloca, alla fine della vita dellβartista, lβimmagine di un pupazzo disarticolato, tragica variante del manichino dechirichiano, e forse una sorta di autoritratto dellβartista.
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[…] CiΓ² che comunque piΓΉ caratterizza il lavoro di Angeli anche dal punto di vista del rapporto arte-politica, Γ¨ il suo riformulare un universo figurativo radicato nel presente. Al tempo stesso memoria di un passato storico-mitologico, la sua capacitΓ di andare alla scoperta di un passato aperto alla forza attualizzante della rammemorazione.Β […]
Dal saggio in catalogo Full Fathom Five. Cinque livelli tematici nel lavoro di Franco Angeli di Silvia Pegoraro
Abdallah Khaled β’ La patria interiore
Suscitano un fascino immediato le opere di Abdallah Khaled, quasi che non sia possibile sottrarsi alla malia dei colori e alla vertigine di una composizione che pare essersi costituita attraverso un continuo processo di metamorfosi, di aggregazione e di compenetrazione delle forme, nella fusione di innesti e lacerti di memorie personali e della storia dellβarte, e di evocazioni di una cultura e di un modo di vivere β quelli della terra natale dellβartista β che sono penetrati in lui come per osmosi, che saldamente si sono insediati, e che tuttora circolano, come perenne flusso vitale, nel suo immaginario. β Sandro Parmiggiani
Mino Maccari β’ L’ironia visionaria
Mino Maccari. Lβironia visionaria di un βinsidioso pennelloβ, Galleria Marchetti, Roma, Turato Edizioni
Realizzata con la collaborazione dellβArchivio Mino Maccari, a 25 anni dalla morte dellβartista, la mostra mette in evidenza, attraverso una trentina di dipinti, lβironia visionaria del βrealismo espressionistaβ della pittura di Maccari, meno conosciuta rispetto alla sua produzione grafica. Galleria Marchetti, Roma, 10 aprile β 31 maggio Β 2014.
Gaspara Stampa
Gaspara Stampa, figura eminente della poesia rinascimentale italiana, ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura del suo tempo e oltre. La sua poesia, caratterizzata da una profonda emotivitΓ e da uno stile innovativo, ha influenzato numerosi poeti e scrittori successivi. Nonostante la sua prematura scomparsa nel 1554, l’opera di Gaspara Stampa continua a essere oggetto di studio e di apprezzamento, grazie alla sua capacitΓ di esprimere sentimenti complessi con una maestria tecnica ineguagliabile.
Il cinquecentesimo compleanno di Gaspara Stampa nel 2023 offre un’occasione unica per celebrare e riscoprire il suo contributo alla letteratura italiana e mondiale. Γ segnato da una serie di eventi culturali, conferenze accademiche e nuove pubblicazioni che mirano a esplorare e valorizzare la sua vita e la sua opera. Tra le numerose iniziative, spicca la rievocazione della poesia “Poi che mβhai reso amor la libertade”, considerata uno dei suoi componimenti piΓΉ significativi. Questo poema Γ¨ emblematico dell’abilitΓ di Gaspara Stampa nel coniugare eleganza stilistica e intensitΓ emotiva, caratteristiche che continuano a risuonare con i lettori contemporanei.
La celebrazione del cinquecentesimo compleanno di Gaspara Stampa non Γ¨ solo un tributo alla sua grandezza letteraria, ma anche un’opportunitΓ per promuovere un dialogo piΓΉ ampio sul ruolo delle donne nella letteratura e nella cultura. Riflettendo sulla sua ereditΓ , possiamo apprezzare l’importanza del suo lavoro nel contesto storico e contemporaneo, riconoscendo come la sua voce abbia contribuito a plasmare la tradizione poetica italiana. Gli eventi e le iniziative dedicate a Gaspara Stampa nel 2023 rappresentano un momento di riflessione e di celebrazione, sottolineando la rilevanza duratura della sua opera e la sua capacitΓ di ispirare nuove generazioni di lettori e scrittori.
Francesco Diresi β’ Teneri dentro
Francesco Diresi. Teneri dentro. Storie vere, narrate da un’osservatore attento e curioso: frammenti di vita vissuta e di βristrettiβ immaginari. Racconti dalla cucina, tra vapori dei bollitori e il sottofondo assordante delle cappe aspiranti, lΓ¬ dove i sapori si mescolano, intrecciando umanitΓ e speranze, disperazione e riscatti. Un invito a guardare βoltreβ, cercando in ogni racconto uno squarcio di veritΓ e bellezza.
Raffaele Minotto β’ Emersioni sensoriali
Raffaele Minotto. Emersioni sensoriali. […] Quello dellβartista padovano Γ¨ un lavoro raffinato, completamente analogico, ma che ci regala sensazioni in alta definizione. Il percorso di queste opere inizia dalla memoria che viene impressa prima dal carboncino sul supporto e poi svelata dalla luce e dai colori della sua tavolozza. CosΓ¬ riaffiorano ricordi lontani, immagini di unβinfanzia fatta per lo piΓΉ di interni, case dove si puΓ² ancora sentire il tepore del sole che attraversa le finestre e scalda la stanza, il rumore delle stoviglie, il tintinnio dei cristalli e le voci di chi si congeda dopo un ricco pranzo. Entrando nelle stanze della memoria di Minotto si percorrono diverse fasi spazio temporali, la luce ci indica il momento del giorno in cui lβartista ha fissato quel ricordo nella sua mente, spesso Γ¨ un momento di silenzio in cui lβassenza della figura umana si fa presenza, le ombre si allungano e la polvere danza nei raggi di sole. […]
Tobia RavΓ β’ Memorie d’infinito
Tobia RavΓ . Memorie d’infinito. […] Tobia RavΓ ci parla di valori, principi etici e morali, di un mondo inclusivo e di un uomo riqualificato, di una dimensione spirituale in cui lβarte costruisce ed eleva lβessere umano.
Ha inventato cosΓ¬ un suo universo originale fatto di lettere e numeri che vanno a posarsi su prati, alberi, boschi, ponti, architetture, dunque sia su elementi naturali che manufatti creati dallβuomo, nellβidea che lβessere umano debba farsi socio di Dio nella creazione e puntare allβarmonia del tutto, soprattutto tra uomo-uomo e uomo-ambiente e altri esseri viventi. Analizzare o semplicemente contemplare le sue opere equivale a compiere un viaggio interiore, di sogni ed utopie. […] Da Memorie dβinfinito. Una mostra diffusa di Tobia RavΓ , testo in catalogo di Maria Luisa Trevisan
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Fluttuazioni del visibile β’ Fra immagine e figura
Fluttuazioni del visibile. Fra immagine e figura. Catalogo della mostra: Galleria Marchetti, via Margutta 8, Roma. 25 gennaio – 9 marzo 2024, a cura di Silvia Pegoraro.
Franco Angeli
Bruno Ceccobelli
Mario Ceroli
Giacinto Cerone
Tano Festa
Luisa Gardini
Alberto Gianquinto
Giuseppe Maraniello
Achille Perilli
Mario Schifano
Giuseppe Spagnulo
Giulio Turcato
Il baco da seta β’ Storia, cultura, tradizioni e scienza
Il baco da seta. Storia, cultura, tradizioni e scienza. Nuova edizione del volume celebrativo edito in occasione del centenario della Stazione Bacologica Sperimentale di Padova. Dopo un decennio e tre anni dal suo esordio Il baco da seta. Storia, cultura, tradizioni e scienza, testimonianza e documento delle preziose collezioni seriche, si rigenera in una riedizione celebrativa. Questa non Γ¨ solo un omaggio al centesimo anniversario della posa della prima pietra della Stazione Bacologica Sperimentale, ma Γ¨ anche il riconoscimento della duratura efficacia di un modello innovativo che ha sapientemente combinato un centro di divulgazione museale a un ente di ricerca di eccellenza.
Organi e organari nel Veneto β’ Alberto Sabatini
Alberto Sabatini. Organi e organari nel Veneto tra XVIII e XXI secolo. Uno studio frutto di tre lustri di intense ricerche, svolte direttamente βsul campoβ e in sede archivistica, attingendo soprattutto allβingente corpus documentario storico inedito, custodito presso l’archivio privato dell’autore, donato allo stesso dagli ultimi esponenti di quattro storiche ditte organarie padovane.
Costituisce una capillare e sistematica ricognizione dellβimmenso patrimonio organario della Diocesi di Padova. Il lavoro qui presentato, che per comprensibili esigenze editoriali non ha la pretesa di essere esaustivo, vuole rappresentare una sorta di catalogo dβarte della Diocesi di Padova: una circoscrizione vescovile che, sin dal Barocco, Γ¨ stata la culla dellβarte organaria veneta e terra dβorigine di organari di vaglia.
Notargiacomo-Asdrubali β’ Dittico
Notargiacomo-Asdrubali. Dittico. Catalogo della mostra: Galleria Marchetti, via Margutta 8, Roma. 27 aprile – 24 giugno 2023, a cura di Silvia Pegoraro.
Ferrariæ Decus n. 35
Ferrariae Decus 35 |Β + Supplemento monografico
In 2 volumi una esaustiva indagine sul complesso epigrafico degli Statuti del 1173.
Offerte interessanti
Fioroni-Zanzotto. Attraverso l’evento. Disegni di Giosetta Fioroni e poesie di Andrea Zanzotto: tra incanto e ironia la memoria dellβartista anima grafie enigmatiche e fiabesche figurazioni che hanno piΓΉ consonanza con la lirica zanzottiana. Le 21 opere si accompagnano ad altrettante poesie del poeta, tratte da tutta la sua opera: la scelta antologica offre una fedele immagine del messaggio prodigioso della sua poesia.
21 tavole a colori di Giosetta Fioroni
scelta antologica di poesie di Andrea Zanzotto
Collezione Artemisia
1988
Na God. A. Esiebo e A. Butticci. Na God is an expression in West African Pidgin English that means βItβs God!β When people unexpectedly hear good news, experience a miracle, receive a gift, or when something right or remarkable happens, that is when we might hear Nigerians and Ghanaians say βNa God.β The expression is much more than a mere exclamation; it is part of a way of experiencing the world, acknowledging the presence of supernatural powers, and communicating and mediating experiences of daily living. Na God is part of the aesthetics with which African Pentecostals reiterate their link with God and with their community, and within it contains a piece of the story of Nigerian and Ghanaian Pentecostalism and their way of navigating and responding to colonial inheritances of language and religion. _Annalisa Butticci






























