Mino Maccari • L’ironia visionaria

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Mino Maccari • L’ironia visionaria di un “insidioso pennello”, Galleria Marchetti, Roma, Turato Edizioni

Realizzata con la collaborazione dell’Archivio Mino Maccari, a 25 anni dalla morte dell’artista, la mostra mette in evidenza, attraverso una trentina di dipinti, l’ironia visionaria del “realismo espressionista” della pittura di Maccari, meno conosciuta rispetto alla sua produzione grafica. Galleria Marchetti, Roma, 10 aprile – 31 maggio  2014.

 

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Descrizione

Mino Maccari . L’ironia visionaria. Il giudizio sull’opera pittorica e grafica di Mino Maccari è in genere legato, dato il suo peso di scrittore e polemista, a quello sulla sua personalità letteraria. In effetti gli spiriti della rivista “Il Selvaggio” (da lui diretta dal ’26 al ’43), confluiti nel movimento “Strapaese” – che fa del regionalismo e del provincialismo un’arma contro l’esterofilia e soprattutto contro l’accademismo – passano senz’altro nella sua ricerca artistica. In realtà la cultura di Maccari è profondamente europea: non è un caso che nella piccola Galleria del Selvaggio, aperta a Firenze nel 1927, oltre agli artisti che gravitano attorno al giornale (Soffici, Morandi, Rosai, Bartolini ecc.), Maccari faccia esporre le opere di molti artisti stranieri con cui dialoga e dialogherà in vario modo: da Goya a Ensor, da Grosz a Kokoschka.
La sua personalità “letteraria”, legata all’espressione e alla comunicazione verbale, è dunque profondamente immersa nella grande arte visiva occidentale, e questa considerazione allontana il rischio di essere portati a sottovalutare l’autorità e l’autonomia estetica di una pittura che vive assolutamente di luce propria, sia per l’originalità della concezione che per la sapienza tecnica, e che è fatta di ironia spumeggiante e di un profluvio di segni caricaturali, ma anche di poesia lirica e malinconica, di incantato abbandono, di visioni fantastiche e di atmosfere surreali, come dimostrano alcune opere esposte alla Galleria Marchetti di Roma a 25 anni dalla morte dell’artista (1989-2014): si veda la trasposizione ludica e fiabesca del tema “militarista” della parata in quel mirabolante gioco d’artificio cromatico che è appunto La parata (1959) o lo splendido Cinque figure, degli anni ’60, capolavoro plastico e coloristico, dalle tonalità ardenti e grevi. […]

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