Organi e organari nel Veneto. Alberto Sabatini. Organi e organari nel Veneto tra XVIII e XXI secolo. La Diocesi di Padova possiede un immenso patrimonio organario costituito da circa 415 strumenti. Non pochi sono gli organi antichi databili tra il XVIII e il XIX secolo; altri sono espressione del primo Novecento; altri ancora sono di costruzione più recente, eretti cioè tra la metà del XX secolo e l’alba del nuovo millennio. Nella fabbricazione di tutti questi preziosi manufatti musicali profusero la loro arte molti e valenti organari, per lo più veneti: nel XVIII secolo ricordiamo Bartolomeo Peretti, Pietro Nacchini, Francesco Dacci senior, Francesco Dacci junior, Gaetano Callido e Girolamo Zavarise; nel XIX secolo lavorarono Antonio ed Agostino Callido, Giuseppe Cipriani, Angelo Agostini, Giacomo Bazzani, Giovanni Battista De Lorenzi e i fratelli Giacobbi. Si ricordano anche alcune famiglie venete che professarono l’arte organaria per due o più generazioni: sono quelle degli Zordan, dei Pugina e dei Malvestio. In terra padovana, poi, operarono anche organari non autoctoni: Carlo Vegezzi Bossi di Torino, la ditta “Tamburini” di Crema e la ditta “Mascioni” di Varese.***
Alberto Sabatini agli studi classici ha affiancato quelli musicali di Pianoforte, Composizione principale, Direzione di Coro, Didattica della Musica, Organo e composizione organistica. Apprezzatissimo organista di professione e concertista, è tra i più famosi studiosi nel campo dell’arte organaria a livello internazionale; il suo incessante lavoro di ricerca ha prodotto innumerevoli saggi, dati poi alle stampe per le più prestigiose case editrici. Nel 2022 ha fondato la Cappella Musicale polifonica presso il Santuario di San Leopoldo Mandić a Padova, di cui è organista onorario.
































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