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HomeDiario di bordoFotografia100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto II
Diario di bordo Fotografia

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto II

ermes Luglio 8, 2026

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto I

Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo

Atto secondo di quattro — schede 26–50

Ci sono immagini che non si limitano a raccontare un momento: lo fissano per sempre nella memoria collettiva, e da lì continuano a lavorare, silenziose, sul modo in cui pensiamo il mondo. È questa l'idea alla base del progetto 100 Photographs: The Most Influential Images of All Time, la selezione realizzata da Time con un team internazionale di curatori, storici e photo editor, e raccolta anche nel volume italiano 100 foto che hanno cambiato il mondo, edito con la cura di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

Non è una classifica nel senso sportivo del termine: non esiste, dicono gli stessi curatori, «una formula che renda un'immagine influente». Alcune fotografie sono in questa lista perché sono state le prime nel loro genere — la primissima immagine permanente mai fissata su una lastra, il primo selfie, la prima foto scattata da un telefono cellulare. Altre perché hanno cambiato concretamente il modo in cui viviamo, votiamo, guardiamo la guerra, pensiamo ai diritti civili. Altre ancora perché sono diventate, loro malgrado, la sintesi visiva di un intero secolo: un'esecuzione, un abbraccio, un bambino in fuga, un uomo solo davanti a una fila di carri armati.

Abbiamo scelto di percorrere questa collezione in ordine cronologico, dalla vista dalla finestra a Le Gras di Nicéphore Niépce — 1826 circa, la fotografia più antica che sia sopravvissuta fino a noi — fino alle immagini più recenti della cronaca globale. Cento schede, ciascuna dedicata a un fotografo (nome, luogo e data di nascita e di morte, quando disponibili) e alla fotografia che lo ha reso, spesso senza che lo cercasse, parte della storia. Un percorso lungo, che pubblicheremo a puntate: la fotografia, più di ogni altro medium, ha bisogno di tempo per essere guardata davvero, non solo vista.

Per chi desiderasse approfondire le storie dietro ciascuno scatto con il livello di dettaglio che solo un libro può offrire, segnaliamo il volume qui sotto.

100 foto che hanno cambiato il mondo

di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli, Gianni Morelli

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Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo — Atto secondo (schede 26-50): dalla fine della Seconda guerra mondiale allo sbarco sulla Luna e Woodstock (1945-1969), con Alfred Eisenstaedt, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, David Douglas Duncan, Vivian Maier, Charles Moore, Malcolm Browne, Martin Luther King e la Marcia su Washington, l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, la guerra del Vietnam, Bill Anders e la fotografia Earthrise, Neil Armstrong sulla Luna. Fonte primaria: progetto Time "100 Photographs: The Most Influential Images of All Time" e il volume italiano "100 foto che hanno cambiato il mondo" di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

100 frammenti di memoria universale — Atto secondo

26. V-J Day, Times Square — Alfred Eisenstaedt, 14 agosto 1945

Nato a Tczew (allora Dirschau, Prussia occidentale, oggi Polonia), il 6 dicembre 1898 — morto a Oak Bluffs, Martha's Vineyard, Massachusetts, Stati Uniti, il 24 agosto 1995.

Un marinaio bacia un'infermiera sconosciuta in mezzo alla folla di Times Square, nel momento in cui si diffonde la notizia della resa del Giappone. Eisenstaedt non seppe mai con certezza chi fossero i due protagonisti — diverse persone si sono attribuite negli anni quell'identità — ma l'immagine, esplosione spontanea di gioia collettiva dopo sei anni di guerra, resta una delle fotografie più riconoscibili del XX secolo.

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27. Gli ultimi giorni di Gandhi — Henri Cartier-Bresson, gennaio 1948

Nato a Chanteloup-en-Brie, Francia, il 22 agosto 1908 — morto a Montjustin, Francia, il 3 agosto 2004.

Cartier-Bresson, teorico del cosiddetto "momento decisivo", fotografò il Mahatma Gandhi pochi minuti prima del suo assassinio e poi i funerali che ne seguirono, con la folla immensa raccolta lungo il fiume. Il servizio consacrò il fotoreporter francese come uno dei più grandi narratori per immagini della storia contemporanea, capace di trovare l'ordine geometrico e umano dentro il caos degli eventi.

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28. Country Doctor — W. Eugene Smith, 1948

Nato a Wichita, Kansas, Stati Uniti, il 30 dicembre 1918 — morto a Tucson, Arizona, Stati Uniti, il 15 ottobre 1978.

Per tre settimane Smith seguì il medico condotto Ernest Ceriani in una piccola cittadina del Colorado, documentandone i turni interminabili tra parti, incidenti e visite notturne. Pubblicato su LIFE, il reportage inventò di fatto il fotogiornalismo narrativo per immagini in sequenza — il "photo essay" — un formato che avrebbe definito il racconto per immagini per i decenni successivi.

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29. Il bacio dell'Hôtel de Ville — Robert Doisneau, 1950

Nato a Gentilly, Francia, il 14 aprile 1912 — morto a Montrouge, Francia, il 1 aprile 1994.

Due giovani si baciano in mezzo alla folla, davanti al municipio di Parigi, mentre i passanti intorno proseguono indifferenti il proprio cammino. Commissionata da LIFE per illustrare il romanticismo parigino, l'immagine — messa in scena con due attori, come lo stesso Doisneau avrebbe ammesso solo decenni dopo — è diventata comunque l'icona per eccellenza di Parigi come città degli innamorati.

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30. American Girl in Italy — Ruth Orkin, 1951

Nata a Boston, Massachusetts, Stati Uniti, il 3 settembre 1921 — morta a New York City, Stati Uniti, il 16 gennaio 1985.

Una giovane donna americana attraversa una strada di Firenze mentre un gruppo di uomini la osserva, in pose e sguardi diversi. Orkin, che la ritrasse in accordo con la protagonista Ninalee Craig, la definì un'immagine sul disagio del viaggiare da sole, non una celebrazione del cosiddetto "cat-calling" come venne poi spesso fraintesa — un equivoco che accompagna la fotografia da oltre settant'anni.

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31. Marine sfinito, Guerra di Corea — David Douglas Duncan, 1950

Nato a Kansas City, Missouri, Stati Uniti, il 23 gennaio 1916 — morto a Grasse, Francia, il 7 giugno 2018.

Duncan seguì i marines della ritirata dal bacino di Chosin, in Corea, restituendo per la prima volta al grande pubblico lo "sguardo dei mille metri" — l'assenza totale nello sguardo del soldato che ha visto troppo. Confluite nel libro This Is War!, le sue immagini rifiutarono ogni retorica eroica per mostrare solo lo sfinimento e la paura, cambiando per sempre il modo in cui il fotogiornalismo avrebbe raccontato la guerra.

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32. Fontane separate — Elliott Erwitt, 1950

Nato a Parigi, Francia, il 26 luglio 1928 — morto a New York City, Stati Uniti, il 29 novembre 2023.

Due fontanelle affiancate in North Carolina, una per i bianchi e una, spartana, con la scritta "colored": Erwitt, allora poco più che ventenne, colse con un solo scatto laconico e geometrico l'assurdità quotidiana della segregazione razziale americana, anni prima che il movimento per i diritti civili ne facesse la propria battaglia pubblica.

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33. James Dean a Times Square — Dennis Stock, 1955

Nato a New York City, Stati Uniti, il 24 luglio 1928 — morto a Sarasota, Florida, Stati Uniti, l'11 gennaio 2010.

Il colletto del cappotto alzato, le spalle incassate contro la pioggia, una sigaretta e lo sguardo altrove: Stock seguì il ventiquattrenne James Dean per settimane, poco prima che Gioventù bruciata lo consacrasse star. Pochi mesi dopo Dean sarebbe morto in un incidente d'auto, e questa immagine — più di ogni fotogramma dei suoi film — ne avrebbe fissato per sempre l'icona di ribelle malinconico.

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34. Autoritratto in vetrina — Vivian Maier, anni '50

Nata a New York City, Stati Uniti, il 1 febbraio 1926 — morta a Oak Park, Illinois, Stati Uniti, il 21 aprile 2009.

Tata di professione a Chicago e New York, Maier fotografò per tutta la vita — oltre centomila scatti — senza mai mostrarli a nessuno. Furono scoperti per caso nel 2007, in un deposito di casse all'asta per morosità, due anni prima della sua morte in povertà e anonimato. I suoi autoritratti riflessi in vetrine e specchi sono oggi tra le immagini più studiate della street photography del Novecento, e la sua storia resta un caso più unico che raro di genio riconosciuto solo post mortem.

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35. Idranti a Birmingham — Charles Moore, maggio 1963

Nato a Hackleburg, Alabama, Stati Uniti, il 9 marzo 1931 — morto a Palm Beach Gardens, Florida, Stati Uniti, l'11 marzo 2010.

Sudista bianco che fotografava per Life, Moore si mise letteralmente in mezzo tra i cani poliziotto e i manifestanti — molti bambini e ragazzi — durante le proteste di Birmingham represse su ordine del commissario Bull Connor. Le sue immagini dei getti d'acqua ad alta pressione che sbattevano a terra i dimostranti sono citate tra le cause dirette dell'accelerazione che portò al Civil Rights Act del 1964.

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36. Il monaco che brucia — Malcolm Browne, 11 giugno 1963

Nato a New York City, Stati Uniti, il 17 aprile 1931 — morto a Hanover, New Hampshire, Stati Uniti, il 27 agosto 2012.

Unico giornalista presente a un incrocio di Saigon quella mattina, Browne fotografò il monaco buddista Thích Quảng Đức mentre si dava fuoco in segno di protesta contro le persecuzioni del governo sudvietnamita. L'immagine arrivò fino alla Casa Bianca, spingendo Kennedy a rivedere la propria politica in Vietnam, e valse a Browne un Pulitzer e il World Press Photo of the Year.

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37. "I Have a Dream" — Bob Adelman, 28 agosto 1963

Nato a New York City, Stati Uniti, il 30 ottobre 1930 — morto a Miami Beach, Florida, Stati Uniti, il 19 marzo 2016.

Dal palco del Lincoln Memorial, durante la Marcia su Washington per il lavoro e la libertà, Adelman fotografò Martin Luther King mentre pronunciava il discorso che sarebbe diventato manifesto del movimento per i diritti civili. La folla di oltre duecentomila persone alle spalle del reverendo restituisce, meglio di ogni descrizione, la portata di quella giornata.

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38. Il giuramento a bordo dell'Air Force One — Cecil Stoughton, 22 novembre 1963

Nato a Oskaloosa, Iowa, Stati Uniti, il 18 marzo 1920 — morto a Cocoa Beach, Florida, Stati Uniti, il 3 novembre 2008.

Poche ore dopo l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas, il fotografo ufficiale della Casa Bianca immortalò Lyndon B. Johnson mentre prestava giuramento come nuovo presidente degli Stati Uniti, a bordo dell'aereo presidenziale, con accanto Jacqueline Kennedy ancora vestita con l'abito macchiato di sangue. Un'unica immagine capace di racchiudere insieme il trauma nazionale e la continuità istituzionale.

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39. L'uccisione di Lee Harvey Oswald — Bob Jackson, 24 novembre 1963

Nato a Dallas, Texas, Stati Uniti, il 20 aprile 1934 — morto a Denver, Colorado, Stati Uniti, il 9 agosto 2019.

Jackson, fotografo del Dallas Times Herald, scattò l'istante esatto in cui Jack Ruby spara al presunto assassino di Kennedy nei sotterranei della centrale di polizia di Dallas — trasmesso anche in diretta televisiva nazionale, uno dei primi omicidi ripresi dal vivo nella storia dei media. La fotografia valse a Jackson il Premio Pulitzer l'anno successivo.

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40. Marcia da Selma a Montgomery — Steve Schapiro, 1965

Nato a New York City, Stati Uniti, il 16 ottobre 1934 — morto a Chicago, Illinois, Stati Uniti, il 15 gennaio 2022.

Schapiro documentò da vicino le storiche marce per il diritto di voto tra Selma e Montgomery, in Alabama, camminando al fianco di Martin Luther King e degli altri leader del movimento. Le sue immagini, pubblicate su Life, restituiscono la determinazione collettiva di una marcia che avrebbe portato, pochi mesi dopo, all'approvazione del Voting Rights Act.

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41. Reaching Out — Larry Burrows, 1966

Nato a Londra, Inghilterra, il 29 maggio 1926 — morto vicino al confine tra Laos e Vietnam (abbattimento dell'elicottero su cui viaggiava), il 10 febbraio 1971.

Un sergente marine ferito, il volto e il braccio fasciati, tende la mano verso un commilitone caduto durante un combattimento sulla collina 484, in Vietnam. Burrows, che aveva scelto di raccontare la guerra restando accanto ai soldati per anni anziché per singoli servizi, morì lui stesso cinque anni dopo, quando l'elicottero su cui volava fu abbattuto sul confine laotiano insieme a tre colleghi fotoreporter.

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42. Flower Power — Bernie Boston, 21 ottobre 1967

Nato a Washington D.C., Stati Uniti, il 18 maggio 1933 — morto a Basye, Virginia, Stati Uniti, il 22 gennaio 2008.

Durante una delle più grandi marce contro la guerra del Vietnam, un giovane manifestante infila garofani nelle canne dei fucili della Guardia Nazionale schierata davanti al Pentagono. Il suo giornale, il Washington Star, pubblicò l'immagine in un angolo marginale, non cogliendone il valore; sarebbe diventata invece una delle icone assolute della controcultura pacifista degli anni Sessanta.

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43. Esecuzione a Saigon — Eddie Adams, 1 febbraio 1968

Nato a New Kensington, Pennsylvania, Stati Uniti, il 12 giugno 1933 — morto a New York City, Stati Uniti, il 19 settembre 2004.

Nel pieno dell'offensiva del Tet, il generale sudvietnamita Nguyễn Ngọc Loan spara a distanza ravvicinata a un prigioniero Viet Cong in una strada di Saigon, nell'istante esatto colto da Adams. L'immagine contribuì in modo decisivo a rovesciare l'opinione pubblica americana contro la guerra, anche se lo stesso Adams si sarebbe poi rammaricato per il modo in cui quella singola fotografia aveva semplificato — e condannato per sempre — la figura del generale, senza il contesto dell'accaduto.

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44. Il massacro di My Lai — Ronald L. Haeberle, 16 marzo 1968

Nato in un sobborgo di Cleveland, Ohio, Stati Uniti, intorno al 1941 — vivente.

Fotografo militare aggregato a una compagnia dell'esercito americano, Haeberle documentò con la propria macchina fotografica personale l'uccisione di centinaia di civili vietnamiti nel villaggio di My Lai. Tenute nascoste per oltre un anno, le sue immagini — pubblicate nel 1969 dal Cleveland Plain Dealer e poi da LIFE — resero pubblica e innegabile una delle pagine più buie della guerra del Vietnam, alimentando il movimento di opposizione al conflitto negli Stati Uniti.

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45. Il balcone del Lorraine Motel — Joseph Louw, 4 aprile 1968

Nato a Kimberley, Sudafrica, il 4 agosto 1939 — morto a Johannesburg, Sudafrica, nel 2004.

Fotografo sudafricano di origini miste, fuggito dal proprio paese per sottrarsi alle leggi dell'apartheid, Louw si trovava a poche porte di distanza dalla stanza di Martin Luther King al momento dell'assassinio, e fu l'unico a immortalare i collaboratori del reverendo mentre indicavano la direzione dello sparo, con King riverso sul pavimento del balcone. Sviluppò lui stesso i rullini quella notte, in quella che avrebbe definito «i dieci minuti più lunghi della mia vita».

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46. L'assassinio di Robert Kennedy — Bill Eppridge, 5 giugno 1968

Nato a Buenos Aires, Argentina, il 20 marzo 1938 — morto a Danbury, Connecticut, Stati Uniti, il 3 ottobre 2013.

Pochi istanti dopo aver vinto le primarie democratiche della California, Robert Kennedy viene colpito a morte nelle cucine dell'Ambassador Hotel di Los Angeles. Eppridge, che seguiva il senatore da anni, immortalò il giovane cameriere Juan Romero chino su di lui a sorreggergli il capo — un'immagine di soccorso spontaneo diventata il simbolo della terza, devastante scia di assassinii politici che segnò gli Stati Uniti negli anni Sessanta.

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47. Il saluto Black Power — John Dominis, 16 ottobre 1968

Nato a Los Angeles, California, Stati Uniti, il 27 giugno 1921 — morto a New York City, Stati Uniti, il 30 dicembre 2013.

Sul podio dei duecento metri alle Olimpiadi di Città del Messico, gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos abbassano il capo e alzano un pugno guantato di nero durante l'inno, mentre l'australiano Peter Norman, sul gradino più basso, indossa in solidarietà una spilla per i diritti civili. Dominis, veterano di LIFE già passato per Corea e Vietnam, colse in una frazione di secondo un gesto che sarebbe costato ai due atleti l'espulsione dai Giochi e sarebbe rimasto il simbolo per eccellenza dell'attivismo afroamericano nello sport.

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48. Earthrise — Bill Anders, 24 dicembre 1968

Nato a Hong Kong (allora colonia britannica), il 17 ottobre 1933 — morto vicino alle isole San Juan, Washington, Stati Uniti (incidente aereo), il 7 giugno 2024.

A bordo dell'Apollo 8, in orbita lunare, l'astronauta Anders vide la Terra sorgere sopra l'orizzonte grigio e desolato della Luna e scattò d'istinto, a mano libera, quella che sarebbe diventata una delle fotografie più riprodotte della storia. Fu tra le prime immagini a mostrare il nostro pianeta come un unico, fragile oggetto sospeso nel buio — e viene spesso citata come una delle scintille che accesero la sensibilità ambientalista globale dei decenni successivi.

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49. Buzz Aldrin sulla Luna — Neil Armstrong, 20 luglio 1969

Nato a Wapakoneta, Ohio, Stati Uniti, il 5 agosto 1930 — morto a Cincinnati, Ohio, Stati Uniti, il 25 agosto 2012.

Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, restò per lo più dietro l'obiettivo durante la passeggiata lunare dell'Apollo 11: la maggior parte delle fotografie di quella giornata — compresa questa, che ritrae Buzz Aldrin nella sua tuta spaziale con il riflesso di Armstrong stesso visibile nella visiera — porta dunque la sua firma, pur essendo Aldrin il soggetto più fotografato dell'impresa.

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50. Woodstock — Elliott Landy, agosto 1969

Nato nel 1942, Stati Uniti — vivente.

Fotografo ufficiale del festival, Landy documentò da vicino l'oceano di mezzo milione di giovani radunati in una fattoria dello Stato di New York per tre giorni di musica, pioggia e comunità improvvisata. Le sue immagini — insieme ai suoi celebri ritratti di Bob Dylan e The Band, realizzati proprio negli stessi anni nella cittadina di Woodstock — restano il documento visivo più citato dello spirito utopico della controcultura di fine anni Sessanta.

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Cosa resta, alla fine dell'atto secondo

Cala il sipario sull'atto secondo: da V-J Day, Times Square (Alfred Eisenstaedt, 14 agosto 1945) a Woodstock (Elliott Landy, agosto 1969), venticinque frammenti di un unico, lunghissimo tentativo di fermare il tempo prima che scompaia. Cambiano gli strumenti, i secondi di posa, la velocità con cui un'immagine raggiunge chi guarda, ma resta identico il gesto fondativo della fotografia: sottrarre qualcosa alla dimenticanza.

Molte di queste cento immagini sono nate da un errore di tempismo, da un turno di lavoro qualunque, da un fotografo dilettante che teneva per abitudine una macchina fotografica in macchina. Pochissime furono pensate, nel momento dello scatto, come destinate a "cambiare il mondo": quella pretesa, semmai, gliela abbiamo attribuita noi, guardandole in retrospettiva. È forse questo il vero filo che le unisce — non la loro eccezionalità dichiarata, ma la capacità imprevista di continuare a significare qualcosa molto dopo l'istante in cui sono state scattate, diventando patrimonio condiviso più che proprietà di chi le ha realizzate.

Ci congediamo da questa rassegna con la stessa domanda con cui l'abbiamo aperta, senza pretendere di saperne davvero la risposta: che cosa rende un'immagine capace di attraversare i decenni? Se una parte della risposta esiste, forse sta proprio nella pazienza con cui certe fotografie chiedono di essere guardate — non consumate distrattamente, ma osservate a lungo, come abbiamo provato a fare, un fotogramma alla volta, in queste cento schede.

100 foto che hanno cambiato il mondo

di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli, Gianni Morelli

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Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo — Atto secondo (schede 26-50): dalla fine della Seconda guerra mondiale allo sbarco sulla Luna e Woodstock (1945-1969), con Alfred Eisenstaedt, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, David Douglas Duncan, Vivian Maier, Charles Moore, Malcolm Browne, Martin Luther King e la Marcia su Washington, l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, la guerra del Vietnam, Bill Anders e la fotografia Earthrise, Neil Armstrong sulla Luna. Fonte primaria: progetto Time “100 Photographs: The Most Influential Images of All Time” e il volume italiano “100 foto che hanno cambiato il mondo” di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

Una messa in scena in Quattro Atti

the falling man 100 foto

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto IV

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto IV Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo Atto quarto di quattro — schede 76–100 Ci sono immagini che non si limitano a raccontare un momento: lo fissano per sempre nella memoria collettiva, e da lì continuano a lavorare, silenziose, sul

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Luglio 9, 2026 Nessun commento
Napalm Girl Vietnam

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto III

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto III Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo Atto terzo di quattro — schede 51–75 Ci sono immagini che non si limitano a raccontare un momento: lo fissano per sempre nella memoria collettiva, e da lì continuano a lavorare, silenziose, sul

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Luglio 9, 2026 Nessun commento

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto I

100 fotografie che hanno cambiato il mondo – Atto I Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo Atto primo di quattro — schede 1–25 Ci sono immagini che non si limitano a raccontare un momento: lo fissano per sempre nella memoria collettiva, e da lì continuano a lavorare, silenziose, sul

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Luglio 7, 2026 Nessun commento

L'elenco completo, dalla 1 alla 100

N.FotografiaFotografo, anno
1Vista dalla finestra a Le GrasJoseph Nicéphore Niépce, 1826 circa
2The HaystackWilliam Henry Fox Talbot, 1844 circa
3Boulevard du TempleLouis Daguerre, 1838
4Autoritratto da annegatoHippolyte Bayard, 1840
5Valley of the Shadow of DeathRoger Fenton, 23 aprile 1855
6Abraham LincolnMathew Brady, 27 febbraio 1860
7The Dead of AntietamAlexander Gardner, 1862
8Ritratto di Sir John HerschelJulia Margaret Cameron, 1867
9The Horse in MotionEadweard Muybridge, giugno 1878
10Bandits' RoostJacob Riis, 1888
11The SteerageAlfred Stieglitz, 1907
12Addie Card, filatrice dodicenneLewis Hine, 1910
13Giovani contadiniAugust Sander, 1914
14Gloria SwansonEdward Steichen, 1924
15Le Violon d'IngresMan Ray, 1924
16I ministri dormonoErich Salomon, 1931 circa
17Fort Peck DamMargaret Bourke-White, 1936
18Madre migranteDorothea Lange, marzo 1936
19Allie Mae BurroughsWalker Evans, 1936
20Miliziano colpito a morteRobert Capa, 5 settembre 1936
21Dolore (Kerch)Dmitri Baltermants, 1942
22Innalzamento della bandiera a Iwo JimaJoe Rosenthal, 23 febbraio 1945
23Bandiera sul ReichstagYevgeny Khaldei, 2 maggio 1945
24Cordoglio per RooseveltEd Clark, aprile 1945
25I sopravvissuti di BuchenwaldMargaret Bourke-White, aprile 1945
26V-J Day, Times SquareAlfred Eisenstaedt, 14 agosto 1945
27Gli ultimi giorni di GandhiHenri Cartier-Bresson, gennaio 1948
28Country DoctorW. Eugene Smith, 1948
29Il bacio dell'Hôtel de VilleRobert Doisneau, 1950
30American Girl in ItalyRuth Orkin, 1951
31Marine sfinito, Guerra di CoreaDavid Douglas Duncan, 1950
32Fontane separateElliott Erwitt, 1950
33James Dean a Times SquareDennis Stock, 1955
34Autoritratto in vetrinaVivian Maier, anni '50
35Idranti a BirminghamCharles Moore, maggio 1963
36Il monaco che bruciaMalcolm Browne, 11 giugno 1963
37"I Have a Dream"Bob Adelman, 28 agosto 1963
38Il giuramento a bordo dell'Air Force OneCecil Stoughton, 22 novembre 1963
39L'uccisione di Lee Harvey OswaldBob Jackson, 24 novembre 1963
40Marcia da Selma a MontgomerySteve Schapiro, 1965
41Reaching OutLarry Burrows, 1966
42Flower PowerBernie Boston, 21 ottobre 1967
43Esecuzione a SaigonEddie Adams, 1 febbraio 1968
44Il massacro di My LaiRonald L. Haeberle, 16 marzo 1968
45Il balcone del Lorraine MotelJoseph Louw, 4 aprile 1968
46L'assassinio di Robert KennedyBill Eppridge, 5 giugno 1968
47Il saluto Black PowerJohn Dominis, 16 ottobre 1968
48EarthriseBill Anders, 24 dicembre 1968
49Buzz Aldrin sulla LunaNeil Armstrong, 20 luglio 1969
50WoodstockElliott Landy, agosto 1969
51Guerrillero HeroicoAlberto Korda, 5 marzo 1960
52Kent StateJohn Filo, 4 maggio 1970
53Napalm GirlNick Ut, 8 giugno 1972
54The Blue MarbleEquipaggio dell'Apollo 17, 7 dicembre 1972
55Burst of JoySal Veder, 17 marzo 1973
56Il crollo della scala antincendioStanley Forman, 22 luglio 1975
57Evacuazione da un tetto a SaigonHubert Van Es, 29 aprile 1975
58Afghanistan, la prima guerraSteve McCurry, 1979-1980
59Molotov ManSusan Meiselas, 1979
60John Lennon e Yoko OnoAnnie Leibovitz, 8 dicembre 1980
61Attentato a Ronald ReaganRon Edmonds, 30 marzo 1981
62Guerra civile in LibanoJames Nachtwey, 1982-1983
63Ragazza afghanaSteve McCurry, dicembre 1984
64Omayra Sánchez, ArmeroFrank Fournier, novembre 1985
65ChernobylIgor Kostin, 26 aprile 1986
66Serra PeladaSebastião Salgado, 1986
67Tank ManJeff Widener, 5 giugno 1989
68Caduta del Muro di BerlinoDavid Turnley, 9 novembre 1989
69Rivoluzione romenaPeter Turnley, dicembre 1989
70The Face of AIDSThérèse Frare, maggio 1990
71Il dolore di un soldatoDavid Turnley, 1991
72I pozzi di petrolio in fiammeSebastião Salgado, 1991
73Demi Moore incintaAnnie Leibovitz, agosto 1991
74Pulizia etnica in BosniaRon Haviv, aprile 1992
75L'avvoltoio e la bambinaKevin Carter, marzo 1993
76La stretta di mano di OsloRon Edmonds, 13 settembre 1993
77Il silenzio del RuandaGilles Peress, 1994
78Il vigile del fuoco e la bambinaCharles Porter IV, 19 aprile 1995
79Profughi del KosovoJames Nachtwey, 1999
80La prima foto caricata sul webSilvano de Gennaro, luglio 1992
81The Falling ManRichard Drew, 11 settembre 2001
82L'alzabandiera a Ground ZeroThomas Franklin, 11 settembre 2001
83Sharbat Gula, ritrovataSteve McCurry, gennaio 2002
84Il prigioniero e suo figlioJean-Marc Bouju, marzo 2003
85Samar HassanChris Hondros, 18 gennaio 2005
86La crisi dei mutui subprimeAnthony Suau, 2008
87Grant Park, la notte dell'elezioneCallie Shell, 4 novembre 2008
88Ritratto di Vladimir PutinPlaton, 2007
89La guerra fotografata con un telefonoDamon Winter, 2010
90Il miracolo sull'HudsonJanis Krums, 15 gennaio 2009
91Situation RoomPete Souza, 1° maggio 2011
92Maratona di BostonJohn Tlumacki, 15 aprile 2013
93Il selfie degli OscarBradley Cooper, 2 marzo 2014
94Alan KurdiNilüfer Demir, 2 settembre 2015
95La rotta balcanicaSergey Ponomarev, 2015
96Baton RougeJonathan Bachman, 9 luglio 2016
97Piazza San Pietro, desertaYara Nardi, 27 marzo 2020
98L'ospedale di MariupolEvgeniy Maloletka, 9 marzo 2022
99Il primo campo profondo del WebbNASA, ESA, CSA e STScI, 11 luglio 2022
100Il pugno alzatoEvan Vucci, 13 luglio 2024

Le 100 fotografie che hanno cambiato il mondo — Atto secondo (schede 26-50): dalla fine della Seconda guerra mondiale allo sbarco sulla Luna e Woodstock (1945-1969), con Alfred Eisenstaedt, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, David Douglas Duncan, Vivian Maier, Charles Moore, Malcolm Browne, Martin Luther King e la Marcia su Washington, l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, la guerra del Vietnam, Bill Anders e la fotografia Earthrise, Neil Armstrong sulla Luna. Fonte primaria: progetto Time “100 Photographs: The Most Influential Images of All Time” e il volume italiano “100 foto che hanno cambiato il mondo” di Margherita Giacosa, Roberto Mottadelli e Gianni Morelli.

Tags: fotogiornalismoFotografiaLifestoria della fotografia
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