Gli Organi musicali nell’antica chiesa di San Francesco dell’Osservanza a Padova. Alberto Sabatini.
Sei secoli di storia
La storia inizia a delinearsi chiaramente nel 1445, quando Bernardo d’Alemagna, un organaro teutonico residente a Venezia, sottoscrive un contratto per la costruzione un nuovo strumento. Nel 1524, dopo un consistente ampliamento della chiesa, l’Organo venne avvicendato da un’opera più corposa di Giovanni Pietro che, nel 1537, fu sottoposta ad un fallimentare intervento di restauro da parte del bresciano Giovanni Battista Antegnati (poi protestato e oggetto di una accesa querelle). Dopo vari progetti, presentati alla fine del secondo decennio del XVIII secolo da parte di Michele Colberg, Filippo Martinoto e Valentino Martinazzi per la modifica del quadro fonico (presumibilmente attuata nel 1719), lo strumento fu oggetto di un più convincente restauro da parte di «Pre’ Paolo di Sebenico», al secolo don Pietro Nachini. Le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi decretarono la chiusura del cenobio francescano nella città antenorea: innumerevoli opere d’arte vennero saccheggiate dalla soldataglia francese e l’Organo, requisito, passò in mano al Demanio.
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Alberto Sabatini agli studi classici ha affiancato quelli musicali di Pianoforte, Composizione principale, Direzione di Coro, Didattica della Musica, Organo e composizione organistica. Apprezzatissimo organista di professione e concertista, è tra i più famosi studiosi nel campo dell’arte organaria a livello internazionale; il suo incessante lavoro di ricerca ha prodotto innumerevoli saggi, dati poi alle stampe per le più prestigiose case editrici. Nel 2022 ha fondato la Cappella Musicale polifonica presso il Santuario di San Leopoldo Mandić a Padova, di cui è organista onorario.




























