Del senso di un'arte ambigua
Quando noi fotografiamo, vediamo una parte del mondo e un’altra la cancelliamo.
– Luigi Ghirri
Luigi Ghirri (Scandiano 1943-Roncocesi di Reggio Emilia 1992), è riconosciuto internazionalmente come uno dei maestri della fotografia contemporanea.
Fra il 1989 e il 1990, all’Università del Progetto di Reggio Emilia, ha tenuto una serie di conferenze sulla fotografia – accompagnate da immagini – trascritte e raccolte in Lezioni Di Fotografia.
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Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia
e lasciati ispirare dalla sua straordinaria visione artistica.
Luigi Ghirri e le Lezioni di Fotografia: il libro che ogni fotografo dovrebbe leggere almeno una volta
C'è una fotografia che non urla. Che non cerca di stupire. Che respira. È quella di Luigi Ghirri, e se non lo conosci ancora, questo articolo potrebbe cambiare il modo in cui guardi il mondo — e non è un'esagerazione.
Oggi parliamo di un libro che è molto più di un manuale: "Lezioni di Fotografia", pubblicato da Quodlibet, una raccolta di trascrizioni delle lezioni tenute da Ghirri tra gli anni Ottanta e i primissimi Novanta, quando il grande fotografo emiliano insegnava all'Università di Parma. Un testo che arriva dritto al cuore della questione: cosa significa, davvero, fare fotografia?
Chi era Luigi Ghirri
Prima di entrare nel libro, vale la pena fermarsi un momento su chi fosse questo uomo. Luigi Ghirri (1943–1992) è considerato uno dei più importanti fotografi italiani del Novecento. Originario di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia — quindi di casa qui, in quella Pianura Padana che lui ha trasformato in paesaggio dell'anima — Ghirri ha rivoluzionato il modo di intendere la fotografia in Italia.
Mentre il mondo inseguiva il reportage drammatico, la grande scena, il momento decisivo, Ghirri fotografava cartoline, insegne, orizzonti piatti, muri color pastello. Fotografava il banale, e nel farlo lo rendeva straordinario. Le sue immagini hanno una qualità sospesa, quasi onirica: sembrano ricordi di un pomeriggio che non è mai esistito davvero, eppure lo riconosci come tuo.
Non è un caso che Wim Wenders lo abbia amato, o che le sue fotografie siano finite nelle collezioni dei più importanti musei del mondo.
Il libro: cosa trovi in "Lezioni di Fotografia"
"Lezioni di Fotografia" non è un libro che ti insegna a usare il diaframma o a bilanciare i bianchi. Se cerchi quello, sei nel posto sbagliato — e probabilmente anche nella libreria sbagliata.
Questo è un libro che ti insegna a pensare in fotografia. È la trascrizione fedele di conversazioni con i suoi studenti: domande, riflessioni, digressioni, rimandi alla letteratura, alla pittura, al cinema. Ghirri ragionava ad alta voce, e noi oggi abbiamo il privilegio di ascoltarlo.
I temi che attraversa sono fondamentali:
- Il rapporto tra fotografia e realtà: la fotografia non è la realtà, ma una sua possibile interpretazione. Ghirri lo diceva con una chiarezza disarmante, smontando l'illusione dell'obiettività fotografica che ancora oggi molti danno per scontata.
- Il paesaggio come autobiografia: per Ghirri fotografare un luogo significa sempre fotografare sé stessi. Il paesaggio non è sfondo, è interlocutore.
- La memoria e il tempo: la fotografia congela un istante, ma quell'istante appartiene già al passato nel momento in cui premi il pulsante. Come si convive con questa vertigine?
- L'archivio e la ridondanza delle immagini: Ghirri era ossessionato dalla sovrapproduzione visiva del Novecento, dalla saturazione di immagini che aveva trasformato il mondo in un enorme catalogo. Una riflessione che oggi, nell'era di Instagram e degli smartphone, suona quasi profetica.
Ogni lezione è un invito a rallentare. A guardare di nuovo. A rimettere in discussione le certezze.
Perché questo libro è diverso dagli altri
Il mercato editoriale è pieno di libri sulla fotografia. Tecniche, composizione, luce, post-produzione. Tutorial travestiti da saggi, saggi travestiti da tutorial. "Lezioni di Fotografia" di Ghirri non appartiene a nessuna di queste categorie.
È, prima di tutto, un atto d'amore verso il mezzo. Ghirri credeva profondamente nella fotografia come forma di conoscenza del mondo — non come documento, non come arte nel senso accademico del termine, ma come modo di stare nelle cose. E questa convinzione si sente in ogni pagina.
C'è anche qualcosa di molto italiano, nel senso migliore del termine: un certo umanesimo, una capacità di intrecciare riferimenti culturali diversi senza mai diventare pesante. Ghirri cita Borges e poi parla di un tramonto sulla Via Emilia. Passa da Calvino a una fotografia di un distributore di benzina abbandonato. E tutto fila.
Per chi vive o ama la costa adriatica, c'è poi un dettaglio non secondario: Ghirri ha fotografato molto il Nordest italiano, le sue spiagge fuori stagione, i villaggi turistici deserti, le cabine da mare chiuse. Immagini che chi conosce l'Adriatico riconosce immediatamente — quel senso di malinconia dolcissima che hanno certi pomeriggi di settembre sul lungomare, quando la stagione sta finendo e il mare torna a essere solo mare.
A chi è consigliato
Questo libro è per te se:
- Fai fotografia e senti che ti manca qualcosa: la tecnica ce l'hai, ma le tue foto ti sembrano vuote. Ghirri ti aiuta a capire perché.
- Ami la fotografia ma non la pratichi: è un libro bellissimo da leggere anche solo come saggio visivo e filosofico.
- Sei curioso della cultura italiana del Novecento: Ghirri è una finestra su un'Italia che non esiste più, fotografata con una grazia unica.
- Hai già letto tutto di Ghirri: perché queste lezioni hanno un tono più intimo e diretto rispetto alle monografie. È come sentirlo parlare.
Come procurarselo
"Lezioni di Fotografia" di Luigi Ghirri è pubblicato da Quodlibet, una delle case editrici italiane più attente e coraggiose nel campo della fotografia e delle arti visive.
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Una nota finale
C'è una frase di Ghirri che torna spesso in chi lo studia: diceva che fotografare è un modo per ricordare ciò che non è ancora accaduto. Una di quelle affermazioni che sembrano un paradosso e poi ti ci ritrovi dentro, senza nemmeno sapere come.
Ecco cosa fa un buon libro: ti cambia l'angolazione. Ti fa vedere storto quello che prima ti sembrava diritto. "Lezioni di Fotografia" lo fa con una gentilezza rara, con la voce di un maestro che non voleva fare il maestro, che voleva solo guardare — e insegnarti a fare altrettanto.
Vale ogni pagina.
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