Letizia Battaglia: il coraggio di guardare
C'è un momento, nella storia della fotografia italiana, in cui la macchina fotografica smette di essere uno strumento di osservazione neutrale e diventa un atto di responsabilità civile. Per Letizia Battaglia quel momento comincia nel 1971, quando lascia Milano per tornare a Palermo — e la sua vita e la sua opera cominciano a coincidere con quella della sua terra in un modo che pochi fotografi hanno saputo, o voluto, replicare.
Il ritorno a Palermo
Nel 1971 Letizia Battaglia lascia Milano — dove si era trasferita per sfuggire a un matrimonio infelice e a un'esistenza già scritta — e torna nella sua città natale per fotografare per "L'Ora", il giornale più coraggioso e più perseguitato di Palermo. Sono gli anni in cui la mafia siciliana uccide per le strade, nei bar, davanti alle scuole, e in cui la cronaca ha bisogno di immagini che non si limitino a documentare ma che costringano a vedere.
Guardare senza sconti
Battaglia arriva sui luoghi dei delitti prima della polizia, spesso prima che i corpi vengano coperti, e fotografa senza cedere né al voyeurismo né all'estetizzazione della violenza. Le sue immagini dei cadaveri per strada, dei processi, dei funerali di Stato — quello del generale Dalla Chiesa, quello di Piersanti Mattarella — sono diventate nel tempo la memoria visiva collettiva degli anni di piombo palermitani, l'iconografia con cui l'Italia intera ha imparato a riconoscere il volto di Cosa Nostra.
Oltre l'etichetta
Ma ridurre Letizia Battaglia alla "fotografa della mafia" — un'etichetta che lei stessa non ha mai amato — significa perdere la parte più larga e più umana del suo lavoro. Nel suo archivio, oltre mezzo milione di fotografie, la cronaca nera è affiancata da un'osservazione instancabile della vita quotidiana palermitana: le bambine che giocano nei cortili dei quartieri popolari, le processioni religiose con le loro statue portate a spalla, i matrimoni, gli internati del manicomio Real Casa dei Matti fotografati con una dignità che pochi reportage dell'epoca concedevano ai malati psichiatrici. È in questa oscillazione continua tra violenza e tenerezza che si misura la statura di un'autrice che ha sempre rifiutato la distanza fredda del fotoreporter puro, scegliendo invece di restare — con il corpo, prima ancora che con lo sguardo — dentro le cose che fotografava.
Nel 1974 è tra i fondatori del giornale "Sud" insieme a Franco Zecchin, e negli stessi anni entra in politica, prima consigliera comunale nelle liste dei Verdi a Palermo: la fotografia, per lei, non è mai stata separabile dall'impegno civile.
Il libro
Il volume che Dario Cimorelli Editore pubblica nel 2024, a cura di Walter Guadagnini, nasce per colmare proprio questo scarto. Realizzato in occasione della grande retrospettiva itinerante ideata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia insieme al Jeu de Paume di Parigi — partita dallo Château de Tours, passata per il Museo San Domenico di Forlì tra l'ottobre 2025 e il gennaio 2026, e in arrivo a CAMERA Torino dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 — il catalogo raccoglie circa duecento immagini tra stampe storiche e stampe moderne, restituendo per la prima volta con questa ampiezza l'arco intero di una carriera durata oltre cinquant'anni, dagli esordi milanesi fino agli ultimi lavori nella Palermo che non aveva mai smesso di fotografare, fino alla morte nel 2022.
È un libro che chiede di essere guardato con la stessa lentezza con cui è stato costruito: 264 pagine, edizione bilingue italiano-inglese, un apparato critico che intreccia la voce dello stesso Guadagnini a quelle di altri studiosi internazionali della fotografia. Per chi colleziona editoria fotografica di qualità, o per chi semplicemente vuole avere in libreria un'opera capace di raccontare cosa significhi fotografare con coraggio morale prima ancora che con talento tecnico, è un titolo che merita un posto accanto agli altri grandi cantori per immagini che la nostra selezione ha scelto di custodire.





<div class=”rankmath-hidden-text” style=”display:none”>
Letizia Battaglia: il coraggio di guardare. Il catalogo ufficiale Letizia Battaglia, pubblicato da Dario Cimorelli Editore nel 2024 a cura di Walter Guadagnini, accompagna la grande retrospettiva itinerante dedicata alla fotografa e attivista palermitana (1935-2022), ideata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e dal Jeu de Paume di Parigi, in arrivo a CAMERA Torino dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027. Il volume raccoglie circa duecento fotografie, tra stampe storiche e stampe moderne, che ripercorrono oltre cinquant’anni di lavoro di Letizia Battaglia: dagli esordi come fotoreporter per “L’Ora” negli anni Settanta, al racconto per immagini della mafia siciliana e degli anni di piombo a Palermo, fino alla vita quotidiana della città – bambine nei cortili, processioni religiose, matrimoni, il manicomio Real Casa dei Matti. Edizione bilingue italiano-inglese, 264 pagine, formato 23,7×27,9 cm, cartonato, ISBN 979-1255611196. Un titolo per chi colleziona editoria fotografica di qualità, disponibile nella sezione Libreria di calmadimare accanto agli altri grandi cantori per immagini della fotografia italiana e internazionale.
</div>





