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Mattotti. Riti, ruscelli, montagne e castelli.

“Ho viaggiato su linee di confine. Tra castelli e foreste di matite ho trovato segni che narravano storie, e segni che erano le storie.”
Lorenzo Mattotti
Artista

Tra “sconfini” e “oltremai” una pirotecnica caccia al tesoro tra sogno e realtà, immaginario e naturalismo magico, conscio e subconscio: un caleidoscopico e ipnotico itinerario, fra matite, segni, tecniche grafiche.

Un uomo al balcone osserva un paesaggio fluviale al crepuscolo, l’orizzonte trasfigurato di viola e azzurro. L’incipit di un viaggio immaginifico, figurato e reale, avvolgente e coinvolgente, attraverso linee di confine e molteplicità di segni, storie raccontate e rappresentate.

[…] C’è una grande sensualità, in questi disegni, ma una sensualità disperata che si trasforma in segno barocco, scultoreo. Dafne, bellissima, si trasforma in albero. Apollo, anche lui bellissimo, non può farla sua. Il rito diventa la rappresentazione del desiderio. La bellezza è più forte degli Dei, anch’essi cercano di carpirla non potendo possederla in altro modo. Cos’è esattamente questa fantasia del possesso? La schiavitù del possesso, potremmo definirla così. Certamente un altro tema importante del libro. […] 

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