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Diario di bordo Cinema

Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen

ermes Giugno 4, 2026

Esiste un uomo che ha letto più libri di tutti, eppure non riesce a finire una seduta dallo psicanalista senza citare Dostoevskij. Quell'uomo è Woody Allen. E i suoi film, dietro l'umorismo nevrotico e l'autoironia da manuale, nascondono una biblioteca sterminata: Kafka, Tolstoj, Eliot, Hemingway, García Márquez. Un catalogo che sfiderebbe chiunque su Goodreads.

Annie Hall: «Ah, finalmente un argomento che conosci veramente a fondo.»

Alvy Singer: «Ehi, non denigrare la masturbazione. È sesso con qualcuno che amo.»

— Woody Allen, Annie Hall (1977)

Quello che segue è un viaggio attraverso 10 film di Woody Allen e le citazioni letterarie che li abitano: dialoghi rubati a Dostoevskij, versi di T. S. Eliot appallottolati e cestinati, un Kafka convocato come metro di paragone sentimentale. Una guida per chi vuole rivedere i film di Allen con occhi nuovi — o almeno con un libro in mano.

1. Amore e guerra (1975) — La Russia in chiave comica

Allen ama la letteratura russa come si ama una patologia cronica: con affetto e senza via d'uscita. Amore e guerra è il suo omaggio ufficiale: un film ambientato nella Russia del XIX secolo che già nel titolo parafrasa Guerra e pace di Tolstoj, con spuntoni di Dostoevskij e persino di Nabokov. Il protagonista Boris va in guerra armato di retino per farfalle — tributo all'autore di Lolita, entomologo dilettante nella vita reale.

In una scena, Boris tenta di comporre una poesia, scrive qualche verso, storce il naso, appallottola il foglio e lo lancia. Peccato: erano versi di T. S. Eliot — Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock. Niente male per un cestino.

Padre: «Ricordi quel bravo ragazzo nostro vicino, Raskolnikov?»

Boris: «Ha ucciso due signore.»

Padre: «Lo ha saputo da uno dei fratelli Karamazov.»

Boris: «Atti inconsulti di ossessi. Non aveva né guerra né pace. O forse era solo un idiota.»

Padre: «Aveva una faccia da umiliato e offeso.»

— Amore e guerra (1975)

Ogni battuta è un titolo di Dostoevskij: Delitto e castigo, I fratelli Karamazov, I demoni, L'idiota, Umiliati e offesi, Il giocatore, Il sosia. Un piccolo catalogo, travestito da dialogo padre-figlio in carcere.

2. Io e Annie / Annie Hall (1977) — La sceneggiatura più divertente di sempre

La Writers Guild of America l'ha incoronata sceneggiatura più divertente di tutti i tempi. E non stupisce: Annie Hall è un film in cui la letteratura fa capolino anche nei momenti più intimi. Persino a letto. Soprattutto a letto.

Nel cast, nei panni di sé stessi, compaiono il sociologo Marshall McLuhan e lo scrittore Truman Capote, accreditato come «un uomo che sembra Truman Capote». Poi c'è Sylvia Plath, evocata da Alvy con un'analisi clinica: «una poetessa interessante il cui tragico suicidio è stato erroneamente interpretato come romantico dalla mentalità studentesca». Annie risponde con un entusiasta: «Alcune sue poesie sembrano eccezionali». Divorzio culturale in tre battute.

Alvy: «Di chi è Il giovane Holden?»

Annie: «Tutti i libri sulla morte sono i tuoi. Tutti quelli di poesia sono i miei.»

Alvy: «Rifiuto della morte, ricordi? Fu il primo libro che ti regalai.»

— Annie Hall (1977) · divisione dei libri

E poi il capolavoro: quando un'altra donna apostrofa Alvy con «Fare sesso con te è un'esperienza di tipo kafkiano. E te lo dico come complimento». A quel punto, persino Kafka si sarebbe messo a ridere.

La morte, ossessione ricorrente, emerge anche nella discussione su Morte a Venezia di Thomas Mann: «Cosa c'è di così grande a New York? È una città che muore. Tu hai letto Morte a Venezia.» «Non l'hai letto fino a quando non te l'ho comprato io», ribatte Alvy. I libri, come le relazioni, finiscono sempre per appartenere a qualcuno.

3. Manhattan (1979) — Kafka, Flaubert e le ragioni per vivere

Isaac: «Il tuo analista ha fatto un gran lavoro con te. Hai una stima di te che è solo di una tacca sotto Kafka.»

— Manhattan (1979)

Kafka come bussola dell'autostima: peggio di lui non si può stare, quindi da lì si può solo risalire. Ma il momento più memorabile di Manhattan dal punto di vista letterario è il monologo delle ragioni per vivere — diventato culto — in cui Isaac enumera le cose belle del mondo. Tra jazz, baseball e Groucho Marx compare L'educazione sentimentale di Flaubert. Romanzo di formazione, amori impossibili, nostalgia: perfetto per un film di Allen.

Non manca il riferimento al drammaturgo August Strindberg: «Quando si tratta di rapporti con le donne, io sono il vincitore del premio August Strindberg». Una battuta che vale più di qualsiasi terapia.

4–6. Gli anni '80-'90: poesia, García Márquez e Kafka in scena

Hannah e le sue sorelle (1986)

Per conquistare la cognata, Elliot (Michael Caine) improvvisa un'irruzione in libreria e le regala un volume di E. E. Cummings, indicando la poesia a pagina 112. Una dichiarazione d'amore involontaria e plausibilmente negabile. L'ultimo verso di quella poesia — «nessuno, neanche la pioggia ha così piccole mani» — è l'epigrafe di Lo zoo di vetro di Tennessee Williams. Due citazioni al prezzo di una. Eficient.

Crimini e misfatti (1989)

Cliff Stern avrebbe voluto fare un documentario su Gabriel García Márquez. Gli è stato assegnato un miliardario televisivo. «Lui è un fenomeno americano», gli spiegano. «Lo sono anche le piogge acide», risponde Cliff. Difficile dargli torto. Per ribadire la propria superiorità intellettuale, cita poi Emily Dickinson: Poiché non potevo fermarmi per la morte. La morte, sempre lei.

Ombre e nebbia (1991)

Il debito più esplicito verso Franz Kafka: il film è tratto da una pièce teatrale che Allen stesso aveva intitolato Morte (raccolta in Senza piume), parodia del personaggio «K» de Il processo. Le atmosfere e i personaggi strizzano l'occhio anche a L'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, con due brani della colonna sonora originale di Kurt Weill a certificare il debito.

7–9. Raskolnikov a Londra, Dostoevskij a cena e Conrad nella giungla

Mariti e mogli (1992)

La scala dei romanzieri russi, secondo Allen, si misura in termini gastronomici. «Tolstoj è un pasto. Turgenev è un favoloso dessert. E Dostoevskij? Un pasto completo con contorno di vitamina e germe di grano.» Nutritivo, dunque. Con qualche problema di digestione. E poi c'è il lapsus shakespeariano della giovane Sam: convinta che Lehar abbia «scritto la musica» di Re Lear. Non l'ha scritto. Shakespeare potrebbe esserne dispiaciuto.

Match Point (2005)

Chris (Jonathan Rhys-Meyers) è Raskolnikov reincarnato a Londra. Legge Delitto e castigo nelle scene del film — non come sfondo decorativo, ma come manuale operativo. Uccide, come Raskolnikov. Simula una rapina, come Raskolnikov. Viene pressato da investigatori caparbi, come Raskolnikov. Ma a differenza del protagonista dostoevskijano, non prova rimorso, non trova redenzione. Allen non concede salvezza. Solo fortuna cieca. E Sofocle a fare da epigrafe: «Non venire mai alla luce può essere il più grande dei doni».

Basta che funzioni (2009)

Boris Yellnikoff è un fisico Nobel mancato che odia tutto tranne sé stesso. Nel suo monologo contro il mondo, il punto più alto del disgusto lo raggiunge citando il colonnello Kurtz di Joseph Conrad: «"L'orrore" dice Kurtz alla fine di Cuore di tenebra, "l'orrore". E beato lui: non distribuivano il Times nella giungla.» Conrad incontra il giornalismo: vince il giornalismo.

10. Midnight in Paris (2011) — Quando Hemingway dà consigli d'amore

Gil (Owen Wilson) è uno sceneggiatore di Hollywood che vorrebbe essere scrittore. Ogni notte, allo scoccare della mezzanotte, una macchina d'epoca lo trasporta nella Parigi degli Anni Venti: Picasso, Dalì, Buñuel, Man Ray. E soprattutto Francis Scott Fitzgerald, Zelda e — grandioso e spietato — Ernest Hemingway.

Hemingway: «Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l'hai?»

Gil: «Sì, io direi che forse è la mia paura più grande.»

Hemingway: «L'amore vero, autentico, crea una tregua dalla morte. E allora bisogna di nuovo far bene l'amore. Devi pensarci.»

— Midnight in Paris (2011)

Il film finì in tribunale per colpa di William Faulkner: i rappresentanti dell'eredità dello scrittore citarono in giudizio la Sony per una battuta di Gil — «Il passato non è morto! In realtà, non è nemmeno passato. Sapete chi lo ha detto? Faulkner.» La citazione originale da Requiem per una monaca recita: «Il passato non è mai morto. Non è nemmeno passato». Allen aveva leggermente parafrasato. Faulkner, evidentemente, era irremovibile anche da morto.


Woody Allen non fa film su letteratura. Fa film con letteratura — come ingrediente di scena, come battuta in attesa di battuta, come aria respirata dai personaggi senza che nessuno lo nomini. Se i suoi protagonisti escono di scena con un libro in tasca, è perché ci sono entrati con una biblioteca in testa. E quella biblioteca, fotogramma per fotogramma, è diventata cinema.

Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen

Woody Allen è uno dei registi che più ha attinto alla letteratura nella storia del cinema. I suoi film contengono decine di citazioni letterarie esplicite e implicite, da Dostoevskij a Kafka, da Hemingway a T. S. Eliot. Questa guida analizza le citazioni letterarie nei film di Woody Allen più celebri, film per film, con particolare attenzione a "Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen". Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen sono un tema ricorrente che merita di essere esplorato in profondità.

1. Amore e guerra (1975): citazioni letterarie russe
Amore e guerra è l'omaggio di Allen alla letteratura russa. Il titolo parafrasa Guerra e pace di Tolstoj. Il protagonista Boris parte per la guerra armato di retino per farfalle, riferimento a Vladimir Nabokov, autore di Lolita e appassionato entomologo. In una scena, Boris abbozza versi di T. S. Eliot tratti da Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock per poi cestinarli. Il dialogo tra Boris e suo padre è un catalogo di titoli di Dostoevskij: Delitto e castigo, I fratelli Karamazov, I demoni, L'idiota, Umiliati e offesi, Il giocatore, Il sosia. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen si intrecciano con la trama in modi sorprendenti.

2. Io e Annie / Annie Hall (1977): Kafka, Sylvia Plath e Il giovane Holden
Annie Hall è la sceneggiatura più divertente di sempre secondo la Writers Guild of America. Il film contiene citazioni letterarie a Sylvia Plath, a Il giovane Holden di J. D. Salinger (nella celebre scena della divisione dei libri), a Morte a Venezia di Thomas Mann. Kafka compare come metro di paragone sentimentale: "Fare sesso con te è un'esperienza di tipo kafkiano." Marshall McLuhan e Truman Capote appaiono nei panni di sé stessi. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen rivelano profondità emotive straordinarie.

3. Manhattan (1979): Flaubert, Kafka e Strindberg
In Manhattan, Kafka viene citato come unità di misura dell'autostima. Nel monologo-culto sulle ragioni per vivere, Isaac cita L'educazione sentimentale di Gustave Flaubert tra le cose belle del mondo. August Strindberg compare come "premio" per le difficoltà sentimentali del protagonista. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen offrono spunti interessanti su amore e vita.

4. Hannah e le sue sorelle (1986): E. E. Cummings e Tennessee Williams
Elliot regala alla cognata un libro di E. E. Cummings indicando la poesia a pagina 112. L'ultimo verso citato è l'epigrafe di Lo zoo di vetro di Tennessee Williams. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen arricchiscono il dialogo e le relazioni tra i personaggi.

5. Crimini e misfatti (1989): García Márquez e Emily Dickinson
Cliff Stern avrebbe voluto realizzare un documentario su Gabriel García Márquez. Nel film cita anche Emily Dickinson: Poiché non potevo fermarmi per la morte. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen riflettono le ambizioni e le delusioni dei personaggi.

6. Ombre e nebbia (1991): Kafka e Brecht
Il film è la rielaborazione della pièce Morte scritta da Allen stesso, parodia del personaggio K de Il processo di Franz Kafka. Le atmosfere e i personaggi rimandano a L'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, con brani della colonna sonora originale di Kurt Weill. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen si intrecciano con la satira sociale.

7. Mariti e mogli (1992): Tolstoj, Turgenev, Dostoevskij e Shakespeare
Allen classifica i romanzieri russi in termini gastronomici: Tolstoj è un pasto, Turgenev un dessert, Dostoevskij un pasto completo con vitamine. Il film include anche un lapsus shakespeariano sul Re Lear. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen fanno riflettere sul potere dei classici.

8. Match Point (2005): Raskolnikov e Sofocle
Chris, il protagonista di Match Point, è una rielaborazione moderna di Raskolnikov, l'antieroe di Delitto e castigo di Dostoevskij. Come Raskolnikov, uccide e simula una rapina. A differenza di Raskolnikov, non trova redenzione. Il film si apre con una citazione di Sofocle sul concetto di sorte. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen mostrano un intreccio tra destino e libero arbitrio.

9. Basta che funzioni (2009): Cuore di tenebra di Conrad
Boris Yellnikoff cita il colonnello Kurtz de Il cuore di tenebra di Joseph Conrad: "L'orrore, l'orrore." Un riferimento anche al film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, che riprende lo stesso personaggio. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen amplificano il messaggio esistenziale.

10. Midnight in Paris (2011): Hemingway, Fitzgerald e Faulkner
Gil incontra nella Parigi degli Anni Venti Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald e Zelda Fitzgerald. Il film cita indirettamente Requiem per una monaca di William Faulkner in una battuta che portò a una causa legale da parte dei rappresentanti dell'eredità dello scrittore contro la Sony Pictures Classics. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen rimangono un tema di discussione importante.

Domande frequenti sulle citazioni letterarie nei film di Woody Allen

Qual è l'autore più citato nei film di Woody Allen?
Fyodor Dostoevskij è l'autore più citato nei film di Woody Allen. Compaiono riferimenti espliciti a Delitto e castigo in Amore e guerra, Annie Hall e Match Point; ai Fratelli Karamazov in Amore e guerra; a L'idiota, Il giocatore, Umiliati e offesi e Il sosia sempre in Amore e guerra. Questo dimostra l'importanza delle citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen.

Kafka appare nei film di Woody Allen?
Sì. Franz Kafka è citato in Annie Hall, Manhattan e soprattutto in Ombre e nebbia, che è una parodia diretta del romanzo Il processo. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen ci mostrano come la letteratura influenzi la narrazione cinematografica.

In quale film di Woody Allen compare Hemingway come personaggio?
Ernest Hemingway appare come personaggio in Midnight in Paris (2011), dove dialoga con Gil sul rapporto tra amore, paura della morte e scrittura. Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen rivelano dettagli affascinanti sul suo approccio alla narrativa.

Quale film di Woody Allen ha causato una causa legale per una citazione letteraria?
Midnight in Paris (2011). I rappresentanti dell'eredità di William Faulkner hanno citato in giudizio la Sony Pictures Classics per una citazione parzialmente parafrasata da Requiem per una monaca.

Le citazioni letterarie in 10 film di Woody Allen offrono uno sguardo unico sul rapporto tra cinema e letteratura, rivelando come il maestro della commedia riesca a intrecciare i suoi racconti con riferimenti a grandi autori.

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