Ennio Ludovico Chiggio. È evidente, nel percorso di Chiggio, una gradazione che va dal semplice al complicato al complesso. Questo approccio sembra voler attingere alla profondità della natura facendola salire in superficie.
Pur trattandosi di lavori che spesso partono da unità modulari, l’artista cerca di dar vita a un insieme – una macro-forma – che sia qualcosa di più della semplice somma delle parti. Questo concetto è in linea con la Gestalt Theorie e dimostra una chiara comprensione della teoria della complessità.
Con i suoi reticoli labirintici – visibili in certi Dispositivi Optical, Diffrazioni e Connettivi incrociati – Chiggio offre spazio a una concezione “rizomatica” dell’esperienza esistenziale e artistica. Si appropria di una rete libera e infinita di dati visivi, “smontabile e collegabile a ingressi e a uscite multiple”.
I lavori di Chiggio nascono così da una intensa dinamica di movimenti e chinesiologia. Qui si alternano linee, piani, direzioni e punti di vista diversi: lo spazio reale si rovescia in spazio virtuale e viceversa.
La sua arte sembra aderire a quella forma fluens che descrive i rapporti dell’arte col movimento, quindi col tempo, dalle origini ai giorni nostri.
All’idea di tempo e movimento si associano naturalmente quelle di ritmo, ripetizione e variazione, che hanno anche una natura musicale, e non solo metaforicamente.
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dal testo in catalogo di Silvia Pegoraro
L’arte di Chiggio, che esplora le Alternanze instabili • Ennio Ludovico Chiggio, si pone come un viaggio magico nel quale la complessità si svela attraverso la bellezza delle sue opere.
L’arte di Chiggio, che esplora le Alternanze instabili • Ennio Ludovico Chiggio, si pone come un viaggio magico nel quale la complessità si svela attraverso la bellezza delle sue opere.




























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