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Fluttuazioni del visibile. Fra immagine e figura

Fluttuazioni del visibile. Fra immagine e figura. Catalogo della mostra: Galleria Marchetti, via Margutta 8, Roma. 25 gennaio – 9 marzo 2024, a cura di Silvia Pegoraro.

Franco Angeli
Bruno Ceccobelli
Mario Ceroli
Giacinto Cerone
Tano Festa
Luisa Gardini
Alberto Gianquinto
Giuseppe Maraniello
Achille Perilli
Mario Schifano
Giuseppe Spagnulo
Giulio Turcato

25,00 

Disponibile

Fluttuazioni del visibile. Artisti fra immagine e figura | Galleria d'Arte Marchetti | Grafiche Turato Edizioni

Fluttuazioni del visibile. Fra immagine e figura. Ecco il punto: l’arte è comunque un processo anti-mimetico, intimamente “astratto”, per cui è la sua stessa ambivalenza, la sua costitutiva instabilità e fragilità a garantirne il valore. Non ha dunque senso ostinarsi a contrapporre figurativo e non figurativo, perché l’esperienza della visione è di fatto inesauribile, interminabile. Una genesi capace di “mettere al mondo il mondo” attraverso l’opera?
L’arte contemporanea si lega così all’esperienza del sublime, dove l’immaginazione rinuncia al potere di definire esattamente la forma e subisce la violenza della de-figurazione, della tensione illimitata, dell’assenza di un oggetto delimitato. La violenza non è esterna alla forma: è la violenza stessa a fare tutt’uno con la forma. La violenza in questione appartiene all’invisibilità del reale: è un concentrato di forze invisibili che bersagliano, sinesteticamente, tutti i livelli del sensorio. Un’esperienza, dunque, in cui il pensiero sfida, e insieme presenta, la propria limitatezza.

Fluttuazioni del visibile. Fra immagine e figura […] Le immagini che ci trasmettono gli artisti presenti in questa mostra – ciascuno a suo modo, nell’ambito di poetiche anche molto diverse – rinviano a quelle che Jacques Rancière definisce “images pensives” (“immagini pensierose”) animate dalla tensione tra molteplici modi di rappresentazione concentrati in un’unità-multipla.
Un’immagine, quindi, è pensive se mette in atto un gioco di scambi e accostamenti tra diversi regimi del sensibile, gioco che consente allo spettatore di collocarsi in uno spazio di apertura-indeterminazione all’interno del quale la singola opera percepita si fa sfondo di ulteriori e sempre nuove significazioni, e cioè strumento di destrutturazione dell’esperienza sensibile, enunciazione che ri-configura i processi della percezione.
Il contemporaneo ci appare sempre di più come una nebulosa visuale, come un pulviscolo proliferante di immagini che vanno a disseminarsi in una fluttuante iconosfera mediatica. Le opere di questi artisti, invece, mentre de-figurano il visivo, lo aprono a un lavoro figurale capace di trascinare l’immagine verso una condizione di dischiusura (Jean-Luc Nancy), che lega il suo apparire a un feedback sensoriale, in una risonanza tattile: c’è un tatto dell’immagine che apre la visione. Ecco un piano di analogia in cui la produttività di artisti apparentemente diversissimi è esempio di una spiritualità che può essere comunicata e, appunto, messa in comune. Ciascuno di essi infrange la dimensione tranquillizzante del rispecchiamento per fare emergere ciò che scompagina le carte, che sovverte l’ordine canonico del visivo: uno choc che rompa il legame abitudinario col mondo e infranga il regime mediatico delle immagini senza sensi e senza senso. […]

Dal testo in catalogo di Silvia Pegoraro, curatrice della mostra.

Se ti interessano altre pubblicazioni sugli artisti della Scuola romana di Piazza del Popolo ti suggeriamo queste:

Pagine

88

Curatore

Silvia Pegoraro

Anno

2024

Rilegatura

Brossura cucita con alette

ISBN

9788898997640

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